Analisi e approfondimenti su governance, crisi e regolazione d'impresa. Le nostre analisi sulle questioni che contano.
Gli articoli pubblicati
L’eclissi del dubbio — Cartesio fondava il soggetto sulla capacità di sospendere l’assenso. Oggi quella formula si è capovolta: non dubitiamo più, ci basta la risposta, purché arrivi sicura e immediata. Questo Insight esamina l’istante che separa la ricezione di un enunciato dalla sua accettazione — quello in cui si insediava il dubbio metodico — e mostra perché la sua scomparsa investe il diritto prima ancora del costume: il dubbio non è una virtù privata, è la condizione di attivazione di intere categorie di tutele.
I modelli 231 generici non salvano più le imprese — Con la sentenza n. 31505 del 17 agosto 2026 la Prima Sezione penale della Corte di cassazione ha confermato il rigetto dell'ammissione al controllo giudiziario volontario di una società il cui Modello 231 era «un modulo in bianco, privo di dati e di obblighi precisi e puntuali». Il criterio che ne discende vale ben oltre il procedimento di prevenzione: il Modello deve essere concreto, calibrato sul tipo di società e sui rischi che essa presenta, e l'indipendenza dell'Organismo di Vigilanza va assicurata in concreto, non enunciata. Il Modello adottato e non attuato non è una tutela affievolita: è un elemento a carico.
Il patrimonio della società non è il conto di famiglia — Con la sentenza n. 6854 del 2026 la quinta sezione penale della Corte di cassazione ribadisce un principio consolidato: l'amministratore di una società di capitali che destina il patrimonio sociale a spese proprie o della propria famiglia commette bancarotta fraudolenta per distrazione, e la destinazione al «sostentamento quotidiano» non vale come giustificazione. La pronuncia non innova, e proprio per questo interessa la compliance: i controlli che rendono impossibile la confusione fra patrimonio dell'impresa e patrimonio della famiglia sono gli stessi che presidiano i reati presupposto del D.Lgs. 231/2001.
Reati ambientali: con il D.Lgs. 81/2026 un Modello 231 «adottato» non è più «adeguato» — Dal 2 giugno 2026 entra in vigore il D.Lgs. 21 aprile 2026, n. 81, che recepisce la Direttiva (UE) 2024/1203 e riscrive il Titolo VI-bis del Libro II del codice penale e l'art. 25-undecies del D.Lgs. 231/2001. La riforma introduce il delitto di commercio di prodotti inquinanti, una nozione sostanziale di abusività e nuove aggravanti, estendendo il rischio penale lungo l'intera catena di approvvigionamento e commercializzazione. Per le imprese strutturate, un Modello 231 adottato prima del 2 giugno 2026 non è, per ciò solo, un Modello idoneo: la novella impone un riesame della parte speciale, dei flussi verso l'OdV, dei protocolli di tracciabilità e della disciplina contrattuale.
Rating di legalità e Regolamento AGCM 2026: Modelli 231, ESG e governance integrata — La Delibera AGCM n. 31812 del 27 gennaio 2026, in vigore dal 16 marzo 2026, ridisegna l'architettura del rating di legalità trasformandolo da filtro ostativo a indicatore sintetico di compliance integrata. L'analisi esamina l'intreccio tra il nuovo regolamento, i Modelli 231 e i rating ESG, prospettando strategie di rating readiness per imprese che operano nei contratti pubblici, nella finanza sostenibile e nell'accesso agevolato al credito.
Dividendi e plusvalenze: stretta sulle agevolazioni e nuove soglie dal 2026 — La legge di bilancio 2026 introduce soglie dimensionali (5% del capitale o 500.000 € di valore fiscale) che ridisegnano l’accesso al regime Pex e all’esclusione dei dividendi. Per imprenditori e board, il nuovo filtro dimensionale impone una revisione delle strutture partecipative, delle strategie di disinvestimento e della pianificazione del passaggio generazionale — con impatti concreti su holding familiari, club deal e startup.
D.Lgs. 211/2025: la responsabilità 231 e le violazioni delle misure restrittive UE — Il D.Lgs. 211/2025 estende la responsabilità 231 alle violazioni delle misure restrittive UE, con sanzioni agganciate al fatturato globale dell'ente e rischi interdittivi che possono bloccare l'operatività internazionale. Per le imprese con supply chain estera, il nuovo quadro impone screening sistematico delle controparti, aggiornamento del Modello 231 con una Parte Speciale dedicata e formazione mirata sulle funzioni commerciali e finanziarie.
L’Assemblea Regionale Siciliana approva la Finanziaria 2026‑2028: le misure che riguardano le imprese — La legge di stabilità regionale per il triennio 2026-2028 (l.r. 5 gennaio 2026, n. 1) ridefinisce il quadro di incentivi, stabilizzazioni e politiche industriali per le imprese del territorio. Per imprenditori e board operanti in Sicilia, comprendere l'architettura della finanziaria — dai fondi per il lavoro alla governance delle risorse future — è essenziale per intercettare le opportunità di sviluppo e posizionarsi in modo strategico rispetto ai bandi e ai nuovi strumenti di investimento pubblico.
Assortment engineering: l’architettura dell’offerta come presidio di marginalità e identità nel lusso — Per il board di una boutique di lusso, la selezione di prodotto non è un atto estetico ma una leva di governance finanziaria. L’Assortment Engineering trasforma l’offerta in un sistema ingegnerizzato che presidia il GMROI, riduce lo stock invenduto e crea fluidità cognitiva nello spazio espositivo. Questo white paper analizza come strutturare l’architettura dell’assortimento per proteggere la marginalità, governare la supply chain e massimizzare il valore percepito dalla cliente alto spendente.
Regia della convergenza phygital 2026‑2028: governance del retail fra punto vendita e canali digitali — Tra il 2026 e il 2028 il lusso femminile si sposta dalla multicanalità coordinata alla phygital governance predittiva. Per imprenditori e board del retail, orchestrare asset fisici, architetture digitali, AI e social commerce in un ecosistema integrato è la condizione per presidiare il valore immateriale della marca. Questo white paper definisce i protocolli operativi per trasformare la boutique in un hub relazionale e predittivo, capace di intercettare Millennials e Gen Z con esperienze immersive e modelli circolari.
Crisi d'impresa e Codice della Crisi (D.Lgs. 14/2019): perché i settori ad alta capacità (automotive, retail e cantieri edili) sono più esposti — I dati 2025 confermano un'impennata di ristrutturazioni stragiudiziali nei settori ad alta capacità produttiva. Automotive retail, luxury fashion e cantieri edili condividono un tratto comune: costi fissi rigidi, esposizione al ciclo economico e governance spesso inadeguata. Il Codice della Crisi (D.Lgs. 14/2019) offre strumenti evoluti — composizione negoziata, piani attestati, accordi di ristrutturazione — ma la loro efficacia dipende dalla tempestività dell'intervento e dalla qualità della regia strategica.
Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025): riorganizzare il patrimonio immobiliare di famiglia e d'impresa — La Legge di Bilancio 2026 riapre le finestre per l'assegnazione agevolata ai soci e l'estromissione agevolata degli immobili strumentali, e introduce la soglia del terzo immobile per gli affitti brevi imprenditoriali. Per famiglie e imprese con patrimoni immobiliari complessi, è il momento di ripensare la struttura: separare patrimonio operativo e patrimoniale, ottimizzare la fiscalità e ridurre l'esposizione ai rischi.
D.Lgs. 128/2015 e Legge di Bilancio 2026: cooperative compliance e pace fiscale preventiva — Il regime di adempimento collaborativo (cooperative compliance) introdotto dal D.Lgs. 128/2015 e ampliato dalla Legge di Bilancio 2026 cambia radicalmente il rapporto tra impresa e Fisco. Non più contenzioso postumo ma dialogo preventivo: ruling anticipati, riduzione delle verifiche, certezza fiscale sulle operazioni complesse. Per le imprese che investono in un tax control framework strutturato, la cooperative compliance diventa uno strumento di governance fiscale e vantaggio competitivo.
Assunzioni 2026: trasparenza, incentivi condizionati e nuovi contratti — Trasparenza retributiva obbligatoria, SIISL come futura porta d'accesso agli incentivi contributivi, nuove regole su contratti a termine, somministrazione e smart working: il 2026 trasforma ogni assunzione in un processo che richiede governance, documentazione e strategia. Per imprenditori e HR, improvvisare non è più un'opzione — è un rischio concreto di perdere migliaia di euro di agevolazioni e di esporsi a ispezioni e contenziosi.
Piattaforme bioenergetiche integrate e clima europeo: metabolismo territoriale, giustizia spaziale e governo delle città — Gli impianti integrati di digestione anaerobica, compostaggio e termovalorizzazione con cattura del carbonio si collocano al centro della riconfigurazione del metabolismo territoriale europeo. L'accordo sul target vincolante del -90% al 2040, il riconoscimento della bioenergia sostenibile e i modelli WtE-BECCS impongono una rilettura di queste infrastrutture come critical climate infrastructures — ma anche come luoghi in cui si gioca la credibilità delle politiche climatiche presso i territori, tra giustizia spaziale, cittadinanza olfattiva e governo urbano.
Corporate crisis governance e avvocato-crisis manager nella crisi d'impresa da calamità naturale — Quando una calamità naturale colpisce l'impresa, la tenuta della corporate crisis governance diventa il discrimine tra sopravvivenza e dissoluzione. Questo studio analizza l'inadeguatezza della proprietà (governance failure e situational incompetence), il ruolo dell'unità di crisi aziendale e la funzione — oggi imprescindibile — dell'avvocato-crisis manager come presidio operativo di business continuity e legalità, alla luce della responsabilità degli amministratori ex art. 2086 c.c. e della letteratura internazionale.